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Arte - Religione - Cultura - StoriaL’arte e la religione hanno sempre avuto un rapporto molto stretto, dai minareti islamici alle incisioni del Buddha passando dalle opere cristiane, copte, greche, tibetane e di mille altre religioni, divenendo simbolo di adorazione, ammirazione, polemica, disgusto. In Italia ovviamente l’arte e la Chiesa hanno intessuto speciali rapporti che vanno dalla committenza al totale osteggiamento e questo avviene fino ai giorni nostri.
BallaròCuore del quartiere dell' Albergheria, il mercato di Ballarò viene così chiamato da Bahlara, villaggio presso Monreale da dove provenivano i mercanti arabi, o da “Vallaraya”, nome di un re indiano della regione del Deccan. Secondo altri il nome Ballarò è di origine tedesca, Ferdinand Ballaro' era il capitano del Re Ferdinando di Aragona a Palermo nel 1400; si dice anche che il mercato si chiama Ballaro' perché la famiglia Ballaro' riscuoteva per conto del Re di Spagna una percentuale sulle vendite dei prodotti alimentari in vendita al mercato di Ballaro'. O anche che, relativamente all'etimologia del nome di questo mercato tipicamente arabo, Ballarò deriverebbe da Souk el Ballarak, mercato degli specchi in arabo. Ballarò è magia! E’ il mercato il più antico e il più grande tra i mercati della città. La strada che lo ospita è invasa da cassette di legno contenenti soprattutto frutta e verdura. Merci che vengono che viene continuamente abbanniate, urlate con una cantilenata che reclamizzare la buona qualità e il buon prezzo dei prodotti. La domenica mattina dalle prime ore dell’alba la zona si trasforma in un enorme esposizione di oggetti usati di ogni genere e tipo: televisori, giradischi antichi, mobili, quadri, abbigliamento e “antiquariato. Se si arriva alle prime ore del giorno si possono fare veri affari: contrattare allo spasimo però è necessario… Ballarò è integrazione Insieme al quartiere di Santa Chiara, Ballarò rappresenta un esempio di integrazione tra la realtà locale e realtà lontane soprattutto dell’Africa. Passeggiando tra i vicoletti, a volte avrete l'impressione di non essere più in Europa, forse nemmeno in Sicilia: ma è proprio questo che rende il tutto affascinante. La sera la piazza di Ballarò si riempie di giovani che si riuniscono per bere qualche birra o per cenare in uno dei piccoli locali che offrono piatti della cucina tradizionale palermitana a prezzi davvero popolari: provate la pasta all’anciova, la parmigiana o il bollito.
Arabo - NormannoLa Palermo dei Normanni è stata nel XII secolo uno straordinario laboratorio politico, culturale e artistico. Prima di loro, la città era stata bizantina per tre secoli e poi musulmana per altri 250 anni, ma nessuna delle due dominazioni ha lasciato delle tracce materiali degne di essere ricordate. Sono stati i re normanni, in poco più di mezzo secolo, a scrivere con l’oro dei mosaici bizantini e le geometrie arabe, le pagine forse più belle e originali dell’arte e dell’architettura medievali. Pagine che hanno riunito in un sincretismo unico e irripetibile le principali culture del Mediterraneo medievale: l’Oriente greco, l’Occidente latino e l’Islam. Espressioni di un Patrimonio oggi riconosciuto dall’UNESCO.
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